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Congresso UISP Torino, 2 febbraio 2013 

MOZIONE: "liberare il gioco dal razzismo e dalla discriminazione razziale" 

L'UISP è iscritta al Registro delle Associazioni e degli Enti che svolgono attività a favore degli immigrati del Ministero delle Politiche Sociali. L'agire quotidiano della nostra Associazione, la nostra storia e i riconoscimenti Istituzionali fanno dell'UISP l'Associazione italiana che più di qualunque altra contribuisce a mantenere viva l'attenzione sui fatti che ogni giorno violano la dignità di uomini e donne che appartengono a culture e a etnie diverse. Sono migliaia le iniziative, le campagne, i progetti che a livello locale, nazionale e internazionale vedono l'UISP protagonista nell'affermare una precisa strategia orientata a promuovere politiche e servizi che garantiscano una reale integrazione e favoriscano maggiore coesione sociale. Adottare la prospettiva interculturale, la promozione del dialogo e del confronto tra culture significa non limitarsi a organizzare strategie di integrazione, ma assumere il rispetto delle diversità come paradigma dell'identità stessa della nostra attività, occasione privilegiata di apertura alla conoscenza e alle differenze. L'intercultura deve essere considerata una vera e propria educazione alla cittadinanza, che ha come prima caratteristica quella di essere rivolta a tutti i soci e non solo quelli con un background migratorio, attenta a riconoscere e valorizzare le diversità in un mondo sempre più globalizzato e in continuo cambiamento. La qualificazione in senso multiculturale delle nostre attività ad alta percentuale di persone di diverse origini, deve tener conto degli elementi di eterogeneità della popolazione, che comprende sia le persone neo-arrivate che non padroneggiano l'italiano, sia le seconde terze generazione nate e cresciute in Italia, normalmente italofoni con un senso di appartenenza molto forte al nostro Paese, e le cause della migrazione (richiedenti asilo/rifugiati politici, ricongiungimenti ...). L'UISP propone il concetto di intercultura partendo dai processi educativi e di cittadinanza e ha individuato lo sport come uno dei primi e prioritari contesti per realizzare una reale integrazione. Il valore dello sport in tema di integrazione è confermato dal Libro Bianco sullo sport della Commissione Europea (Com. 2007/391). "Tutti i componenti della società dovrebbero avere accesso allo sport: occorre pertanto tener conto delle esigenze specifiche e della situazione dei gruppi meno rappresentati, nonché del ruolo particolare che lo sport può avere per i giovani, le persone con disabilità e quanti provengono da contesti sfavoriti. Lo sport può anche facilitare l'integrazione nella società dei migranti e delle persone d'origine straniera, e sostenere il dialogo interculturale." Le sfide dell'integrazione richiedono competenze diverse, che riguardano una pluralità di attori (istituzioni, enti locali, terzo settore, media, etc) capaci di avviare un processo di cambiamento dell'intera comunità pertanto sono fondamentali le reti territoriali, i rapporti con la comunità non organizzata e le Istituzioni. 

gli slogan, le dichiarazioni, come le sole parole non bastano per contrastare razzismo e intolleranza.

 
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